Senso unico alternato.
Beati gli americani. Otto anni di Bush devono essere stati duri da digerire, ma hanno sempre avuto la speranza dalla loro. Noi no.
Il nostro Partito Democratico è una barzelletta. Obama ha proposto una chiara e decisa alternativa alle politiche repubblicane. Veltroni copia il programma di Berlusconi smussandone un po’ gli angoli, giusto per non perdere troppi consensi a sinistra. La destra parla alla pancia della gente? Noi gli parliamo direttamente al culo!
I contrasti interni raggiungeranno l’apice del comico alle elezioni europee. Sfortunatamente siamo l’unico paese in cui la sinistra per tornare al potere dopo un governo fallimentare di sinistra, si camuffa da grande forza riformista, progressista ma anche conservatrice, laica ma anche cattolica, non di sinistra per gli elettori moderati, di sinistra per i vecchi simpatizzanti. Difficile trovare un blocco con tale denominazione al parlamento europeo. Il trasformismo tutto all’Italiana purtroppo non è abbastanza importante da permettere porcate del genere anche a livello europeo, anche se D’Alema oggi all’Unità ci prova a convincere che è ora anche per il Parlamento Europeo di andare oltre certe vecchie logiche…si può essere di sinistra ma anche di centro allo stesso tempo!
Insomma, una tristezza assoluta. Il PD era nato per dimenticare i contrasti interni all’Unione, invece si limita a riproporli in scala ancora maggiore. L’ambiguità è destinata a rimanere tale finchè – per motivi oscuri – si continuerà questo rapporto di schiavitù verso l’area cattolica del partito. Quando non esisterù più un’ala cattolica del PD, potremo ricominciare anche noi italiani a sperare.
No Way Out.
Stiamo vivendo un periodo decisamente movimentato da qualche settimana a questa parte: alla crisi dell’economia globale in Italia se ne devono aggiungere numerose altre. La crisi dell’Alitalia, la crisi economica degli italiani di cui ci parla il rapporto della Caritas, l’emergenza razzismo, l’emergenza camorra, l’emergenza sicurezza sul lavoro, l’emergenza scuola…ovunque ti giri tutto precipita.
Ma non è questo che mi preoccupa. Ciò che veramente mi fa capire che non ne usciremo è che il gradimento del Cavaliere è ai massimi livelli. Il suo disegno si è completato: il lavaggio del cervello agli italiani, iniziato nel 2001, è stato finalmente portato a termine. Ormai la maggior parte di noi vive in un paese in cui ha senso dire che per migliorare la scuola è cosa buona e saggia tagliare 80.000 docenti e miliardi di euro di fondi; in cui per ottenere l’integrazione la segregazione è l’unica via; in cui gli italiani si giovano della nazionalità dei proprietari della compagnia aerea di bandiera e non dei soldi che questa compagnia aerea investirà sul territorio.
Non è più neanche una questione di diverse ideologie. Non sono di destra, sono semplicemente boccaloni.
Orbene.
In Italia se sei di sinistra sei doppiamente uno stronzo. Hai la peggiore destra del globo al governo e la peggiore sinistra a fare opposizione!
Questa situazione assurda genera non pochi paradossi: giornalisti liberal-conservatori percepiti come comunisti, giornali dalla “striscia rossa” i cui editorialisti non sfigurerebbero come ospiti de “La Vita In Diretta” che ignorano qualsiasi manifestazione non sia stata approvata dalla dirigenza del Partito Democratico, un terzo della popolazione che non è rappresentato degnamente da nessuno, un celerino che ha affossato la commissione d’inchiesta sul G8 che aumenta il proprio consenso verso una platea che a quel G8 faceva parte dei “macellati” e chi più ne ha più ne metta.
Oggi Veltroni ci ha fatto sapere che la manifestazione del 25 Ottobre si farà, nonostante all’interno del partito ci sia chi preferirebbe evitare. A sentire certe cose viene voglia di abbandonare lo stile sarcastico e tutto sommato equilibrato per dire:
Vaffanculo, Veltroni. Vaffanculo a te e a tutta la classe dirigente di questa grande forza riformista. Spero proprio che il 25 Ottobre, sempre se questa merdosissima manifestazione avrà mai luogo, i tuoi elettori abbiano la possibilità di fare ciò che hanno sempre sognato: mandarti affanculo in diretta nazionale. A te e a tutta la tua merdosa forza riformista. Ne abbiamo le palle piene di voi stronzi doppiogiochisti, se il tuo merdosissimo Partito Democratico scegliesse i suoi dirigenti in base a una consultazione popolare stai pur certo che verreste tutti trombati al primo giro. Levatevi dai coglioni, datevi fuoco, lasciateci in pace. Non riuscite a essere compatti nemmeno quando state all’opposizione e le ragioni non sono misteriose. Avete imbarcato nella vostra merdosissima forza riformista stronzi di prima qualità come quella frustrata sessuale della Binetti, quei scassacoglioni dei radicali che alla prima occasione offriranno il proprio culo al miglior offerente ( Capezzolone docet, ma avrà imparato da Ruttelli ), vi siete presi pure Follini mannaggia ai sandali di Cristo, uno che ha votato supino tutte le leggi Ad-Bananam e che adesso fa pure quello con la schiena dritta. Possiamo sopportare Berlusconi al governo ma almeno levatevi dai coglioni e lasciateci il diritto di sognare una rivalsa. Vogliamo un’opposizione vera, voi ormai siete talmente compromessi che manco nel Popolo delle Libertà vi prenderebbero, cercate di leccare il culo ai cattolici e non capite che se uno è abbastanza coglione da credere in un essere supremo che ci guarda da lassù è sicuramente stupido abbastanza da credere anche che Berlusconi è un uomo onesto e la magistratura lo perseguita, avete paura di usare la parola “sinistra” però continuate a campare sulla pelle di chi nella sinistra ci crede ed è costretto a votarvi per mancanza di alternative ( già che ci sono: Ferrero, Vendola & Luxuria datevi fuoco anche voi ), non siete meglio di Berlusconi, anzi! Lui almeno rappresenta alla perfezione il suo elettorato e lo truffa in maniera onesta ( è un paradosso ma è vero ), voi invece siete subdoli ad un livello superiore, sapete che vi dobbiamo votare per forza e per questo fate finta di non essere di sinistra ( e in alcuni casi non lo siete davvero ), una specie di tacito accordo per cui noi lo prendiamo al culo in ogni caso mentre voi avete l’opportunità di andare in parlamento in un modo o nell’altro. Siete la merda della merda. Vi auguro una morte atroce e dolorsa. Affettuosamente vostro,
Tobby
Non sono razzista, però.
Mettete Flavio Tosi, Daniela Santanchè, Emanuele, John e Gad Lerner nello stesso studio televisivo e otterrete una trasmissione politica rivelatrice. Tema della serata ovviamente il razzismo neanche più strisciante ma in piedi, schiena dritta e petto in fuori che si propaga in Italia.
La Santanchè e Tosi, come al solito, ci spiegano che non sono affatto razzisti. Tosi è compagno di partito di Borghezio e Gentilini, ma in realtà è un tenerone: è nell’interesse degli immigrati regolari onesti e lavoratori che i clandestini vengano rispediti nel loro paese. La Santanchè si spinge anche oltre: “Emanuele, tu dovresti stare dalla mia parte!”
La recita viene interrotta da un turbo Gad Lerner: “Siete voi la causa di questi episodi di razzismo. A forza di fare campagne elettorali solo sulla caccia al clandestino, di proporre di cacciarli a calci nel culo avete contribuito a portare il paese in questa situazione”. Effettivamente individuare nell’immigrazione clandestina il problema principale dell’Italia è curioso: e la camorra, e il costo della vita, e la disoccupazione? Dettagli.
John, origini ruandesi, è profugo politico in Italia da una decina d’anni: “Innanzitutto grazie per avermi invitato e buonasera a tutti.” Parla l’italiano meglio di Flavio “pultroppo” Tosi e Daniela “non so coniugare soggetto e verbo” Santanchè. Ci spiega che qualunque sia il colore della pelle, il sangue è sempre rosso: siamo tutti uguali. La Santanchè e Tosi annuiscono. Qualcuno li avverta che il loro elettorato deve averli fraintesi.
La parola ora a Emanuele, occhio nero fresco di pestaggio. Ci racconta cosa gli è successo, vicino a lui c’è il padre. Tosi, commosso, gli dice che “aspetta che le indagini facciano il loro corso” prima di esprimere giudizi. Emanuele si incazza un pochino: “Non mi credi? Ti sembra che possa essermelo fatto cadendo?” gli dice indicando l’occhio. “Non ho mai detto questo” gli risponde lo sceriffo. “Si che ho capito”. Ha capito eccome, Emanuele, che nonostante l’occhio nero legge benissimo tra le righe. Alla fine a Tosi non rimane che fare il provocatore, cosa che gli riesce pure male: “Santoro, per curiosità, ha invitato i vigili urbani e il sindaco di Parma?” “Il Sindaco di Parma non c’entra niente e i vigili urbani sono in silenzio stampa.” Che figura, Flavio! A questo punto arrossire e stare in silenzio sarebbe auspicabile, ma Tosi preferisce buttarla in caciara: “Ma lei li ha invitati?” Roba da matti.
Alla fine però il nodo essenziale rimane irrisolto: perchè non regolarizzare quelli che vengono come clandestini in Italia, dando così un colpo all’economia in nero e contemporaneamente dando la possibilità a queste persone di trovarsi un lavoro, una casa e di condurre una vita onesta?
“Se i clandestini non vengono regolarizzati è perchè in Italia a qualcuno fa comodo averli come schiavi”, dice Lerner. Tosi la pensa diversamente: “Se regolarizzassimo tutti, verrebbero tutti qui in Italia. Non possiamo accollarceli tutti.” Di troppa solidarietà si muore, secondo Flavio. Eppure i dati mostrati all’inizio della trasmissione illustravano bene come gli immigrati producono una parte non trascurabile della nostra ricchezza, contribuendo con le tasse e pagando così centinaia di migliaia delle nostre pensioni. Ma questo probabilmente Flavio lo sa bene; in realtà lui vorrebbe dirci: “Ma se non criminalizzo i clandestini, come faccio a far leva sul mio becero elettorato e a far carriera politica?”
Ma lui scherza!
Scoppia la polemica per una vignetta satirica particolarmente forte ( sciocchi noi a credere che in quanto satira dovrebbe non avere alcun limite ) pubblicata su “Emme” ( settimanale satirico dell’Unità ) di Lunedì scorso: l’oggetto delle contestazioni è una guardia giurata – supponiamo silurata da Brunetta in quanto “fannullona” – che, con lo sguardo di non chi sta molto bene con la testa, punta una pistola verso il ministro Brunetta e dice “Stavo a casa in mobilità, depresso, senza fare un cazzo e mi sono detto: c’ha ragione Brunetta, i fannulloni sono una vergogna. Allora mi sono fatto forza, mi sono alzato, mi sono fatto la barba e ho preso il vecchio ferro, quello di quando facevo anche 14 ore al giorno da guardia giurata. E so’ venuto ar ministero a ringrazziatte, Renà.”
Gasparri ha immediatamente ( essendo lui assiduo lettore di “Emme” ) preteso delle scuse dalla redazione del settimanale satirico per una vignetta così “pericolosamente ambigua”. Bene, ora facciamo un piccolo salto nel tempo. E’ il 6 Aprile 2008, mancano 6 giorni alle elezioni e i leader italiani fanno a gara a chi la spara più grossa ( per Veltroni il PD sta portando a termine una “spettacolare rimonta” ): ecco, interessanti le parole di Bossi riguardo alla presunta necessità di ristampare le schede elettorali, da lui giudicate penalizzanti per il suo partito: “Se necessario imbracceremo i fucili contro la canaglia centralista romana” avverte, e per controbattere alle successive polemiche il collega Maroni chiosa: “Qualcosa da dire sui fucili? E allora porteremo i cannoni”. All’epoca Gasparri non individuò nessuna “pericolosa ambiguità”, anzi come al solito la vicenda venne liquidata dai Polli per le sue Libertà con un “ma loro scherzano…”. Curioso, non trovate?
Qualche settimana più tardi, è il 29 Aprile 2008, Bossi – stavolta per invitare la sinistra a collaborare sul federalismo fiscale - rincara la dose: “abbiamo trecentomila uomini pronti e i fucili sono sempre caldi”. Anche allora ci si limitò a chiedergli di abbassare un po’ i toni, per cortesia, se non gli era di troppo disturbo. Tanto scherza, lui.
Ora, da bravo caimano, digrigna i denti.
Ovvio: qualora il Lodo Alfano dovesse essere giudicato incostituzionale, sarebbe necessaria “una profonda riflessione sulla giustizia”. Non siamo ai livelli di Putin che fa il gesto del mitragliatore verso la giornalista che osa porgli una domanda seria ma poco ci manca. Ma quanto può essere profonda una riflessione quando l’opposizione non viene neanche considerata e i partiti alleati fungono da semplici portavoce? Lo scopriremo presto, visto che come ben sapete l’immunità del capo è la grande preoccupazione degli italiani in questi tempi dove arrivare alla terza settimana del mese è una conquista.
Veltroni sorprendendo tutti quanti si ricorda improvvisamente che spetta al suo partito aprire bocca quando la maggioranza prova ad attentare alla democrazia e finalmente dice ciò che i suoi elettori gridano da anni: il Cainano è pericoloso davvero, dietro alle barzellette, le corna e i trattamenti di bellezza si nasconde un eversivo che sa benissimo che quando vuole può svuotare la democrazia dall’interno, senza bisogno di marciare su Roma. Il Porcellum ne è un esempio lampante: cosa c’è di più antidemocratico del cambiare le regole elettorali a proprio vantaggio con un colpo di maggioranza? Niente, eppure fino a poco tempo fa il PD ancora continuava a elemosinare il dialogo. Ora evidentemente qualcosa è cambiato: forse gli abili strateghi del Partito Democratico sono giunti alla conclusione che agli italiani non interessa un partito con grande senso delle istituzioni (o molto poco, a seconda dei punti di vista), disposto a cercare una convergenza con fascisti, scissionisti e mafiosi che invece se ne fregano altamente e godono nel gettare fango sull’opposizione a prescindere. D’altronde se è la terza volta che Banana diventa primo ministro è evidente che gli italiani ad un partito chiedono altro: convinzione, determinazione, coraggio, impetuosità. Tutte qualità proprie dei Polli per le sue Libertà, della Lega Nord, dell’Italia dei Valori. Certo non della nostra sinistra che nel migliore dei casi è impegnata a dilaniarsi in un’eterna lotta fratricida mentre nel peggiore si vergogna addirittura di essere tale.
Il governo ci garantisce sicurezza?
Il nostro governo ha messo a disposizione delle metropoli 2.500 militari.
“L’obiettivo – ha spiegato il ministro alla Difesa Ignazio La Russa – è quello di tutelare meglio la sicurezza dei cittadini, passando dal poliziotto di quartiere di giorno ad una pattuglia mista nelle ore prevalentemente serali”.
Solo qualche giorno fa sono andata nella stazione della metropolitana di Laurentina, erano le 3 di pomeriggio e c’era, come promesso dal governo, una pattuglia all’ingresso della stazione. Al mio ritorno verso le 7.30 di sera, mentre aspettavo l’autobus per tornare a casa ho incontrato un gruppo di persone ubriache che alzavano i toni, e che sarebbero potuta risultare “pericolose”. Ho sbirciato dal mio sedile e ho visto che di fronte alla stazione non c’era nessun militare, o meglio nessun agente di pubblica sicurezza.
A questo punto mi chiedo: cosa accadrà? Siamo solo agli esordi di questa iniziativa e già non si riesce a rispettarla?
Un’altra conferma dell’inaffidabilità di questo governo.
Miracolo in Italia.
E’ tornata una trasmissione di approfondimento politico come si deve. Meno chiacchiere (nonostante Castelli che le prova tutte per parlare di aria fritta), dati ben precisi sbattuti in faccia a pubblico e ospiti in studio così che si continui a parlare di come stanno le cose veramente (senza andare a scomodare crisi internazionali e congiunture astrali sfavorevoli), interviste a persone autorevoli e competenti che ci spiegano qual’è la situazione senza poter essere additate da nessuno di essere “poco informate” o “di parte” (anche qui vani gli sforzi di Castelli), un conduttore con i fiocchi che nonostante lasci capire alla grande qual’è il suo pensiero non può mai essere accusato di essere “fazioso” a fronte dell’incredibile mole di dati incontrovertibili (e guardate che Castelli ci ha provato) a sostegno della propria tesi e, ciliegina sulla torta, un’apertura e una chiusura a dir poco fantastiche grazie da un lato all’incredibile competenza di Travaglio in quanto a magagne giudiziarie e conflitti di interesse , dall’altro a un Vauro in forma strepitosa che snocciola una vignetta più esplosiva dell’altra riuscendo, e non era facile, a fare spegnere il televisore con il sorriso sulle labbra.
Se il programma continuerà ad attestarsi su questi livelli potremo sicuramente affermare che in Italia è avvenuto un miracolo: è resuscitata l’informazione televisiva degna di questo nome.
Dividi e impera.
Eccezionale la conferenza stampa di Maroni passata in diretta su SkyTG. Roberto a muso duro contro chi chiede asilo politico ed escogita escamotage per scappare da dittature sanguinare, guerre interminabii, sfruttamento o persecuzioni: se la metà della stronzaggine ostentata verso i più deboli venisse diretta a mafiosi & lobbisti & lobbisti mafiosi forse l’Italia sarebbe un paese meno razzista, più giusto e più ricco. Però a mettere i deboli contro i più deboli si rimane al governo per decenni, come dimostrano questi banditi che abbiamo al potere che mettono gli operai del nord contro i meridionali, le massaie contro i rumeni, i napoletani contro i neri, e intanto continuano a succhiare denaro e sangue a questo paese.
Va tutto alla grande.
I nodi vengono prepotentemente al pettine…alla buon ora.
Il governo mediatico del Cavaliere che in una continua fanfara aveva annunciato tolleranza zero verso tutto e tutti (l’importante è che siano categorie ben isolate, es: i piloti; i dipendenti della pubblica amministrazione; gli insegnanti…così non si corre il rischio che siano in troppi a sentirsi minacciati. Anche procedere una categoria alla volta è molto importante.), tanto elogiato dalla stampa sotto il proprio diretto o indiretto controllo e definito come “il governo del fare” vede una piccola parte della base del proprio castello di carte crollare miseramente. A quanto pare, nonostante le camionette militari appostate in prossimità delle metropolitane, al Sud è ancora tutto in mano alla malavita. Illuminante in questo caso l’intervista al passante di Castel Volturno che ci spiega come non esistano ne’ la camorra, ne’ le sparatorie, ne’ gli immigrati. A momenti non esiste neanche Castel Volturno.
Il problema, in sostanza, è che questo signore è rappresentato più che degnamente dall’esecutivo in carica. A parte qualche parolina di circostanza nelle ricorrenze importanti, pare che questo cancro che divora il nostro paese non rientri tra le priorità del governo e neanche tra le non-priorità. D’altronde lo disse Lunardi che “con la mafia bisogna conviverci”, ed è esattamente quello che chi siede in parlamento sta facendo. Con la mafia ci vanno a cena fuori, se la portano dentro casa, nelle commissioni antimafia, alla presidenza del Senato. Gli abbiamo dato il dito e si sono presi tutto il braccio, al punto che ormai autobombe, sparatorie, esecuzioni sono diventata routine manco fossimo sulla striscia di Gaza. E a questo proposito, se la comunità nera non avesse dato di matto rovesciando automobili e spaccando tutto, probabilmente la strage di immigrati sarebbe passata nei notiziari come una stella cometa. Abbiamo altre cose di cui occuparci: il Milan che batte la Lazio 4-1, coniugi che si accoltellano per un diverbio su “C’è posta per te” e bisogna anche spalare un po’ di merda sui sindacati e lodare il temerario coraggio della cordata di imprenditori italiani. E’ tutto un circolo merdoso (vizioso è poco, cristo!) che non farà altro che portare ad altre esplosioni di rabbia. Ieri sono i ghanesi indispettiti dall’essere classificati a priori come spacciatori (senza che sia stato trovato un grammo di merce in casa), domani potrebbero essere gli abitanti del napoletano ancora sommersi dalla mondezza, dopodomani i rom rastrellati e pestati senza ragione. Che il governo dei proclami si prepari a una dose extra di censura perchè ci sarà molto lavoro da fare per lasciare che l’apparenza prevalga ancora sulla realtà.



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